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"Volti di donne nella Bibbia" - Resoconto dell'incontro per il ciclo "Piene di Grazia"

14 aprile 2017

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Il 5 aprile 2017 si è svolto il terzo incontro di Collegio sulla figura della donna nella bibbia, presentato dalla professoressa Rosalba Manes, come epilogo di un percorso che ha trattato la tematica della donna sotto varie sfaccettature.

Come premessa dell’incontro, la professoressa ha sottolineato la discrepanza e la rivoluzione che porta l’introduzione di figure femminili all’interno di un contesto puramente androcentrico, ‘tensione’ superata grazie agli esempi di coraggio e misericordia che esse hanno rappresentato, in contrapposizione ai pregiudizi dell’epoca. Già nel Primo Testamento si può evidenziare questo cambiamento, accentuato maggiormente dalle figure di Rut, Betsabea e Racab. Rut, il cui nome significa ‘riconfortata, amica’, viene descritta dettagliatamente in quanto esempio di misericordia. Nuora di Noemi, decide di restare al fianco di sua suocera per confortarla a seguito della morte del marito e dei figli. Nonostante l’esortazione di Noemi ad andarsene, Rut decide di restare, accogliendo il peso delle sventure della suocera e esprimendole la massima vicinanza, le risponde ‘sono Rut, tua serva’, ponendosi al suo completo servizio. La figura rappresenta dunque la forza degli affetti, la capacità del ‘donarsi’ e ‘sostenersi’ nonostante le avversità. La seconda figura che ha destato il nostro interesse durante l’incontro è stata Maria Vergine. Lei, insieme alla cugina Elisabetta, sterile, e la madre Anna, vedova, rappresentano apparentemente delle categorie marginali per la mentalità dell’epoca, eppure vengono rilanciate dalla Scrittura in quanto ‘Giubilatrici di Dio’. Ciò che accomuna queste donne è il dono che esse ricevono: Anna preannuncia l’arrivo di Gesù come figlio di Dio, Maria ed Elisabetta, in contrapposizione alla loro condizione carnale,riescono ad avere un figlio. In questo caso il messaggio èrappresentato dal coraggio di accogliere il disegno divino, accettare il progetto che Qualcuno ha ‘pensato’ per noi.
L’ultima figura affrontata è Myriam di Magdala, una prostituta pentita che viene riconosciuta come discepola da Gesù. È la prima donna che si affida in Cristo e in lui riconosce il suo Maestro. Rappresenta la devozione, è colei che si reca gratuitamente al sepolcro e annuncia la scomparsa del corpo di Cristo. A lei per primo appare il Risorto, è quindi considerata degna, nonostante il suo passato, di essere eletta ‘discepola di Dio’. Con l’esempio di Maria, che accetta incondizionatamente il disegno divino; Rut che decide di farsi carico delle pene altrui; Myriam, che nonostante i peccati commessi, trova il coraggio di chiedere perdono e di testimoniare la Parola di Dio, siamo spronate a seguire il loro esempio, farci discepole e rispondere alla nostra chiamata: “Aprire il cuore degli uomini a Dio e alla misericordia verso gli altri”.

Ilaria Buconi

Anna Formelli


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